domenica 30 ottobre 2011

la Psicologia in Italia, le origini.

Nel 1905, la nascita del periodico scientifico Rivista di Psicologia ad opera di Giulio Cesare Ferrari, il bando delle prime tre cattedre di discipline psicologiche che sanciva l’ingresso della psicologia nell’Università italiana, e il V Congresso Internazionale di Psicologia a Roma, con il quale la comunità scientifica riconosceva l’esistenza di una psicologia italiana di livello internazionale, furono tra degli eventi fondativi nella storia della psicologia in Italia.
La nascita ufficiale della Psicologia italiana farà capo però alla S.I.P., Società Italiana di Psicologia, che nasce a Ginevra nel 1909 - durante il VI Congresso Internazionale di Psicologia - con il fine di istituire una rappresentanza scientifica per l'Italia nei consessi della psicologia internazionale. La Rivista di Psicologia, pubblicherà nel 1910 il programma di fondazione della S.P.I., sigla che dal 1960 diverrà S.I.P.s. - Società Italiana di Psicologia scientifica.
Ma già nella seconda metà del 1800 diversi studiosi e ricercatori, soprattutto di matrice filosofica, avevano avuto rapporti importanti e continui con la psicologia internazionale contribuendovi con solidi apporti di pensiero. Risale infatti al 1870 un testo di Roberto Ardigò: Psicologia come scienza positiva nel quale lo studioso, un religioso che aveva smesso la tonaca in concomitanza con tali studi, prendeva posizione sulla questione del rapporto tra pensiero e sensazione, differenziandosi da fondamenti dogmatici.
Nello stesso periodo, nel 1874 a Torino, l’accademico Giuseppe Sergi, un antropologo, pubblica Principi di psicologia precedendo di poco Fondamenti della psicologia fisiologica di Wilhelm Wundt le cui idee integra, nel 1881, in Teoria fisiologica della percezione. Ancora a Torino, nel 1891, un altro accademico, il fisiologo Angelo Mosso, inventa l’ergografo e inizia a condurre studi sull’attività muscolare sia durante l’attivazione fisiologica, come nei diversi gradi della fatica, che in stati psichici come la paura; dalla ricerca sulla fisiologia della fatica di Mosso si dirama negli stessi anni la psicofisiologia del lavoro di Luigi Patrizi con la quale ha inizio in Italia lo studio scientifico del lavoro umano. Poco tempo dopo, nel 1893, lo stesso Sergi fonderà a Roma il primo laboratorio italiano di psicologia sperimentale.
A Roma, nel 1898 si incontrano Sante De Sanctis e il triestino Vittorio Benussi, già allievo di Alexius Meinong che diverrà esponente di spicco della Scuola di Graz; poco dopo quell'incontro, nel 1899 De Sanctis pubblica I sogni, che esce poco prima de L'interpretazione dei sogni ma datato all’anno 1900, ed è criticato da S.Freud . Non solo le critiche però, attestano l'attenzione reciproca che vi era tra studiosi di paesi e culture diverse; infatti più tardi, nel 1927, Freud si riferirà al lavoro di De Santis sulla conversione religiosa come a un’opera pregevolissima nella quale, fra l'altro, vengono utilizzate tutte le scoperte della psicoanalisi.
Nel 1903 a Firenze, Francesco De Sarlo filosofo e accademico, fonda un Laboratorio di Psicologia Sperimentale, annesso alla Facoltà di Lettere e Filosofia del Regio Istituto di Studi Superiori nel quale lavoreranno quali suoi allievi Antonio Aliotta, Enzo Bonaventura ed Eugenio Garin. Nel 1904, Luigi Valli, storico medievalista che negli anni ‘20 diverrà un “dantista” abbastanza discusso, pubblica a Roma Il fondamento psicologico della religione un trattato sui fenomeni della religiosità con una corposa documentazione storiografica che si inserisce nella polemica, da decenni assai viva in Italia, tra psicologia e religione.

Nessun commento:

Posta un commento